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Dichiarazione di successione: termini, sanzioni, rimedi
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Dichiarazione di successione: termini, sanzioni, rimedi

Quando è obbligatoria e chi deve presentarla

La dichiarazione di successione è l'adempimento fiscale con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate i beni e i diritti del defunto. Va presentata in via telematica entro dodici mesi dall'apertura della successione, cioè dalla data del decesso, ai sensi dell'articolo 31 del decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo Unico sulle successioni e donazioni).

Sono tenuti alla presentazione, ai sensi dell'articolo 28 del Testo Unico:

  • gli eredi e i legatari
  • i chiamati all'eredità che ne abbiano il possesso
  • gli amministratori dell'eredità
  • i curatori dell'eredità giacente
  • gli esecutori testamentari

È sufficiente che la dichiarazione sia presentata da uno solo dei soggetti obbligati: vale per tutti.

Quando la dichiarazione non è dovuta

L'articolo 28, comma 7, del Testo Unico prevede un esonero quando ricorrono congiuntamente tre condizioni:

  • l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, genitori)
  • l'attivo ereditario non supera 100.000 euro
  • non comprende beni immobili né diritti reali immobiliari

Se manca anche solo una delle tre condizioni, la dichiarazione resta obbligatoria.

Sanzioni per omessa o tardiva presentazione

L'articolo 50 del Testo Unico prevede:

  • omessa dichiarazione: sanzione dal 120% al 240% dell'imposta dovuta; quando non vi è imposta da pagare, la sanzione va da 250 a 1.000 euro
  • dichiarazione tardiva entro trenta giorni dalla scadenza: sanzione dal 60% al 120% dell'imposta, ossia la metà
  • infedele dichiarazione (omissione o errata indicazione di beni): sanzione dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta

Oltre alle sanzioni resta dovuta l'imposta non versata, con interessi di mora.

Il ravvedimento operoso

Chi sfora il termine può presentare la dichiarazione spontaneamente, prima che l'amministrazione finanziaria contesti formalmente la violazione, beneficiando di una riduzione consistente delle sanzioni. L'entità della riduzione varia in funzione del tempo trascorso: più si ritarda, meno si abbatte.

È quasi sempre la scelta più conveniente: pagare un importo contenuto in via spontanea piuttosto che subire la sanzione piena dopo l'accertamento.

Le conseguenze pratiche che spesso si sottovalutano

Oltre alle sanzioni fiscali, la mancata presentazione blocca operazioni necessarie nella gestione dell'eredità:

  • i conti correnti del defunto restano congelati: le banche svincolano le somme solo previa esibizione della dichiarazione presentata
  • gli immobili ereditati non possono essere venduti finché non si procede alla voltura catastale, che presuppone la dichiarazione
  • i veicoli non possono essere intestati agli eredi al Pubblico Registro Automobilistico
  • alcuni atti (pagamento di debiti del defunto con denaro personale, riscossione di crediti) possono integrare un'accettazione tacita dell'eredità ai sensi dell'articolo 476 del codice civile, con conseguenze sulla responsabilità per i debiti ereditari

Dichiarazione fiscale e accettazione civilistica: due piani distinti

È utile non confondere due piani:

  • la dichiarazione di successione è un obbligo fiscale, con termine di dodici mesi
  • l'accettazione dell'eredità è un atto di diritto civile, che può essere espresso o tacito ed è soggetto al termine di prescrizione di dieci anni previsto dall'articolo 480 del codice civile

Chi non intende accettare deve rinunciare con dichiarazione resa davanti al notaio o al cancelliere del tribunale. I chiamati nel possesso dei beni ereditari devono farlo entro tre mesi, ai sensi dell'articolo 485 del codice civile, pena l'acquisto puro e semplice dell'eredità.

Quando l'eredità potrebbe essere passiva o di consistenza incerta, l'accettazione con beneficio d'inventario disciplinata dall'articolo 484 del codice civile consente di rispondere dei debiti del defunto solo nei limiti del valore dei beni ereditati. È obbligatoria per minori, interdetti, inabilitati e persone giuridiche.

Cosa fare in pratica

  1. Determinare con certezza la data di apertura della successione, cioè il decesso, e calcolare il termine di dodici mesi
  2. Raccogliere la documentazione: certificato di morte, eventuale testamento, atti immobiliari, estratti conto, polizze, partecipazioni societarie, posizioni debitorie
  3. Verificare se ricorrono le condizioni di esonero
  4. In caso di ritardo, valutare tempestivamente il ravvedimento operoso prima dell'attivazione di un controllo
  5. Tenere distinto il profilo fiscale da quello civilistico: la presentazione della dichiarazione non equivale ad accettazione dell'eredità, ma alcuni atti gestionali possono integrarla

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Il presente contributo ha finalità informative e divulgative. Non costituisce parere legale né sostituisce una consulenza personalizzata. Per situazioni concrete è necessaria una valutazione specifica del caso.

Area di attività: Successioni